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I dintorni
» L'antico borgo di Montaione e dintorni

Montaione, in provincia di Firenze, è per struttura, arte e organizzazione, uno dei comuni in Toscana maggiormente all’avanguardia nel settore del turismo e dell’agriturismo. Il piccolo comune (3.347 abitanti) infatti, oltre a possedere rilevanti bellezze artistiche e naturali, ha iniziato a creare molti anni fa una serie di strutture di accoglienza che gli permette di trovarsi adesso tra le scelte privilegiate di chi ama trascorrere soggiorni nella campagna toscana.

Storia di Montaione
L’esistenza nel territorio di Montaione di numerose testimonianze della presenza degli etruschi, conferma senza nessun dubbio l’antichità del borgo, la cui nascita non è peraltro databile con esattezza. Dopo la dominazione Longobarda Montaione divenne libero comune nel 1257 fino al 1369, anno in cui dovette sottomettersi a Firenze, della quale ha condiviso le sorti praticamente fino ai giorni nostri. Fin adal 1200 è famoso per la lavorazione del vetro ed è stata proprio questa la principale fonte disussistenza dei cittadini fino al secolo scorso, allora le vetrerie furono spostate a valle e in particolare a Empoli, e Montaione divenne un comune ad attività prevalentemente agricola.

Arte a Montaione
La cittadina è fornita fin dal 500 d.c. da una robusta cinta muraria che, dopo essere stata fortemente danneggiata dalle mine tedesche durante l’ultima guerra, ha lasciato definitivamente spazio negli anni ’60 allo sviluppo esterno. All’interno del semplice impianto urbanistico (3 strade parallele) meritano una visita l’ex palazzo pretorio (oggi sede del Museo Archeologico) e la Chiesa di San Regolo.
Nei dintorni è obbligatorio far tappa al convento di San Vivaldo (7 Km.). Il nome deriva dal frate francescano Vivaldo Stricchi da San Gimignano che qui si rifugiò in preghiera all’inizio del 1300 e fu successivamente trovato morto nella cavità dell’albero che gli faceva da dimora. Sul luogo alla fine del 1400 fu eretto un convento che ha la propria particolarità nella serie di cappelle che circondano la chiesa (30, ne restano 18) erette tutte intorno al 1515.



» Chiesa di San Regolo

La Chiesa di San Regolo, appartenuta fin dal secolo XII alla diocesi di Volterra, si affaccia su Piazza delle Repubblica nel centro storico del paese di Montaione. Fu qui che nel 1369 venne deliberato l’atto con cui Montaione, alla fine di intense lotte, si sottomise a Firenze. Nel 1816 la chiesa venne dedicata a San Regolo prendendo il nome dall’antica Pieve di San Regolo situata a circa un chilometro da Montaione e della quale rimangono solo alcuni resti.

La Chiesa nel corso del tempo ha subito diversi interventi di ristrutturazione e ampliamenti.

Al suo esterno, la facciata si presenta con due contrafforti del 1765, con il campanile – anticamente la torre dell’orologio del comune – che venne realizzato nel 1795. Sempre in facciata, una lapide ricorda la sepoltura del medico e studioso di agricoltura Francesco Chiarenti (1766 – 1828).

L’interno, si presenta secondo il rifacimento finanziato da Scipione Ammirato il Giovane* nel 1635 e custodisce uno splendido Crocifisso in legno policromo del XIII secolo ed un dipinto che raffigura la “Madonna del Buon Consiglio” attribuito alla scuola del Cimabue del XIII secolo. Nelle due cappelle a lato della Chiesa, si trova un dipinto della “Vergine in Trono tra San Regolo e San Giovanni Battista” di Francesco Rosselli e un quadro con “Tobia e l’Angelo“.
Sull’altare si trova la “Madonna dei Sette Dolori” che viene portata in processione il Venerdì Santo.
All’interno della Chiesa, sotto l’altare è sepolto Scipione Ammirato il Giovane, che viene anche ricordato nella lapide all’esterno della Chiesa.

Nel 1787 il Granduca Leopoldo fece fare a sue spese di nuovo la Canonica, dietro alla chiesa; questa all’interno conserva discrete decorazioni di gusto neoclassico, le pitture originali di alcune opere esposte in chiesa ed altri pregevoli dipinti di varie epoche

. Il 1° Settembre si celebra la festa di San Regolo.

Periodi di apertura: tutto l’anno dalle 08,00 alle 19,00
Telefono 0571 69001

Sapevate che…?
Scipione Ammirato “il Giovane” (1582 – 1656, pseudonimo di Cristoforo Del Bianco) dopo aver conseguito il titolo di dottore in teologia, fu segretario del granduca di Toscana e del principe Lorenzo de’ Medici e ricoprì incarichi diplomatici presso la corte di Francia per il granduca Cosimo. Sempre rimasto molto legato al paese natale, nel testamento stabilì che ogni Venerdì Santo si sarebbe dovuto assegnare una dote di sessanta scudi ad una ragazza montaionese povera, ma di onorati costumi, che si fosse sposata entro un anno: questa usanza introdotta dall’Ammirato è sopravvissuta a Montaione fino alla fine del 1800.

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